Pandemia Coronavirus
e campagna vaccinale

Monitoraggio indipendente GIMBE

Monitoraggio settimanale epidemia Coronavirus in Italia

Monitoraggio settimanale dell'epidemia da COVID-19 in Italia a cura della Fondazione GIMBE: dati aggiornati al 23 novembre 2021 ore 18.00 (dati monitoraggio epidemia) e al 24 novembre 2021 ore 06.11 (dati vaccini).

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE, nella settimana 17-23 novembre 2021, rileva – a livello nazionale – un incremento dei nuovi casi settimanali (+27%) per la quinta settimana consecutiva.

L’aumento della circolazione virale è ben documentato anche dalla media mobile a 7 giorni, più che quadruplicata: da 2.456 il 15 ottobre a 9.866 il 23 novembre.

Inoltre, l’incremento del rapporto positivi/persone testate è in aumento, passando da 3,6% a 14,7%, come anche quello positivi/tamponi molecolari che passa da 2,4% a 6,3% e quello positivi/tamponi antigenici che passa da 0,07% a 0,27%.

Sul fronte ospedaliero si registra un ulteriore incremento dei posti letto occupati da pazienti COVID: rispetto alla settimana precedente +15,8% in area medica e +16,4% in terapia intensiva. In termini assoluti, il numero di pazienti COVID in area medica è aumentato da 2.371 del 16 ottobre a 4.597 del 23 novembre (+93,9%) e quello nelle terapie intensive da 338 del 25 ottobre a 560 del 23 novembre (+65,7%).

A livello nazionale, al 23 novembre, il tasso di occupazione dei posti letto da parte dei pazienti COVID-19 è dell’8% in area medica e del 6% in area critica, con notevoli differenze regionali: per l’area medica superano la soglia del 15% la Provincia Autonoma di Bolzano (16%) e il Friuli-Venezia Giulia (18%), che con il 14% supera anche quella del 10% per l’area critica.

Per quanto riguarda gli ingressi giornalieri in terapia intensiva, continua a registrarsi un aumento: la media mobile a 7 giorni è passata da 38 ingressi/die della settimana precedente a 48.

In aumento anche i decessi: 437 negli ultimi 7 giorni (di cui 25 riferiti a periodi precedenti), con una media di 62 al giorno rispetto ai 57 della settimana precedente.

In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • nuovi casi settimanali: da 54.370 a 69.060 (+27%);
  • casi attualmente positivi: da 123.396 a 154.510 (+25,2%);
  • persone in isolamento domiciliare: da 118.945 a 149.353 (+25,6%);
  • decessi: da 402 a 437 (+8,7%), di cui 25 riferiti a periodi precedenti;
  • ricoveri in terapia intensiva: da 481 a 560 (+16,4%);
  • pazienti ricoverati con sintomi: da 3.970 a 4.597 (+15,8%).

Indicatori regionali settimana 17-23 novembre 2021

Come si interpreta la Tabella?

Gli indicatori presi in considerazione sono:

  • Casi attualmente positivi per 100.000 abitanti: rappresenta il totale delle persone in questo momento positive, sia ospedalizzate (nei reparti ordinari e nelle terapie intensive) che in isolamento domiciliare. Non si tratta di numeri assoluti ma il dato è rapportato a 100.000 abitanti; in questo modo tutte le Regioni possono essere confrontate fra loro, indipendentemente dalle loro dimensioni e dalla loro densità di popolazione.

  • Incremento % dei casi: indica l’incremento percentuale dei casi nell’ultima settimana.

  • Casi testati per 100.000 abitanti: rappresenta il totale dei casi testati. Anche in questo caso, il dato è rapportato a 100.000 abitanti.

  • Rapporto positivi/casi testati: indica, in termini percentuali, quanti soggetti giorno per giorno risultano positivi sul totale dei casi testati. Un aumento del rapporto positivi/casi testati denota un sovraccarico dei sistemi territoriali di tracciamento e conseguente difficoltà di isolamento dei focolai. Il colore rosso e il verde indicano rispettivamente una performance regionale in peggioramento o in miglioramento rispetto alla settimana precedente. Il giallo indica una performance regionale invariata rispetto alla settimana precedente.

Il colore rosso e il verde indicano rispettivamente una performance regionale in peggioramento o in miglioramento rispetto alla settimana precedente. Il giallo indica una performance regionale invariata rispetto alla settimana precedente.

In questi ultimi due casi, il colore rosso e il verde indicano il superamento, o meno, della soglia di saturazione del 40% per l’area medica e del 30% per le terapie intensive, individuate dal DM 30 aprile 2020 come soglia di allerta di sovraccarico dei servizi sanitari ospedalieri. Fonte dati: Agenas.

  • % posti letto in area medica occupati da pazienti COVID-19.
  • % posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti COVID-19.

In tutte le Regioni tranne la Basilicata si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi, con variazioni che vanno dal 1,3% della Regione Toscana al 124,3% della Valle D’Aosta.

Inoltre, in 92 Province si registra un’incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti: in Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte e Veneto tutte le Province superano tale soglia. In 18 Province si contano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Trieste (674), Gorizia (492), Bolzano (442), Forlì-Cesena (311), Padova (274), Rimini (249), Aosta (248), Ravenna (214), Treviso (213), Venezia (213), Vicenza (200), Pordenone (186), Udine (183), Fermo (172), Ascoli Piceno (166), Belluno (162), La Spezia (162) e Imperia (160). In generale, quando l’incidenza supera i 150 casi per 100 mila abitanti, gli amministratori locali devono verificare tempestivamente l’esistenza di focolai e decidere eventuali restrizioni mirate per arginare la diffusione del contagio, come già fatto dalla Provincia Autonoma di Bolzano.

Vaccini (aggiornamento al 23 novembre ore 06.11)

1. Forniture

Risultano consegnate 101.693.473 dosi e le scorte di vaccini a mRNA si attestano a quota 8 milioni. Dopo 5 settimane di stop, sono riprese le consegne con 1,6 milioni di dosi di vaccino Moderna: secondo quanto dichiarato il 19 novembre dal Commissario Figliuolo si attendono entro la fine dell’anno ulteriori 7 milioni di dosi di vaccini a mRNA (4 milioni di Pfizer e 3 di Moderna), “a cui si potranno aggiungere altri 2,5 milioni di dosi della riserva centralizzata.

2. Somministrazioni

Il 79,2% della popolazione (n. 46.928.704) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+34.657 rispetto alla settimana precedente) e il 76,7% (n. 45.435.706) ha completato il ciclo vaccinale. È in lieve aumento, nell’ultima settimana, il numero di somministrazioni (n. 1.380.796), con una media mobile a 7 giorni di 207.593 somministrazioni/die.

3. Nuovi vaccinati

Nelle ultime 2 settimane il numero dei nuovi vaccinati si è stabilizzato intorno a 127 mila, un numero che, seppure esiguo, dimostra che esiste ancora la possibilità di convincere gli indecisi.

Degli oltre 7 milioni di persone non vaccinate, tuttavia, si “muovono” troppo lentamente due fasce che preoccupano: da un lato 2,62 milioni di over 50 ad elevato rischio di malattia grave e ospedalizzazione, dall’altro 1,2 milioni nella fascia 12-19 che influiscono negativamente sulla sicurezza delle scuole.

4. Efficacia

Gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità evidenziano la riduzione dell’efficacia vaccinale dopo 6 mesi dal completamento del ciclo, confermando la necessità della dose di richiamo. In dettaglio:

  • l’efficacia sulla diagnosi scende in media dal 74,6% per i vaccinati entro 6 mesi al 46,8% per i vaccinati da più di 6 mesi;
  • l’efficacia sulla malattia severa scende in media dal 91,8% per i vaccinati entro 6 mesi all’82,1% per i vaccinati da più di 6 mesi.

5. Coperture

Le coperture con almeno una dose di vaccino sono molto variabili nelle diverse fasce d’età (dal 96,9% degli over 80 al 75,2% della fascia 12-19) così come le coperture con le terze dosi, che negli over 80 hanno raggiunto il 44,9%, mentre sono ancora al 13,3% nella fascia 70-79 e al 10,1% in quella 60-69 anni.

6. Terza dose

Sono state somministrate 4.673.047 terze dosi di cui 763.960 dosi aggiuntive e 3.909.087 di dosi booster, con una media mobile a 7 giorni che sfiora 170 mila somministrazioni.

Al 24 novembre (aggiornamento ore 06.11) sul repository ufficiale del Commissario Straordinario la platea per la dose booster (n. 13.435.287) è stata aggiornata secondo le indicazioni delle circolari ministeriali del 3 novembre e 11 novembre. Non risulta ancora recepita la determina AIFA che permette di somministrare la dose booster a partire dal 5° mese dal completamento del ciclo primario. Aggiungendo gli 895.460 pazienti immunocompromessi, la platea complessiva per la terza dose include 14.330.747 persone.

La copertura nazionale con dose aggiuntiva è dell’85,3%, anche qui con notevoli differenze tra Regioni: dal 100% di Umbria, Toscana, Sicilia, Sardegna, Piemonte, P.A. Bolzano, Molise, Liguria, Emilia Romagna, Campania e Abruzzo al 6,7% della Valle d’Aosta.

La copertura nazionale con dose booster è del 29,1%, anche qui con notevoli differenze tra Regioni: dal 46,8% del Molise al 14,9% della Sicilia.

La Fondazione GIMBE ha stimato che, secondo le indicazioni ministeriali, le persone che possono ricevere entro la fine del 2021 la dose booster sono in totale 27,3 milioni:

  • 15,19 milioni di over 60 che hanno completato il ciclo con qualsiasi vaccino entro il 3 agosto;
  • 822 mila di under 60 che hanno ricevuto il vaccino Johnson&Johnson entro il 3 agosto;
  • 11,28 milioni di persone con età compresa fra 40 e 59 anni che hanno completato il ciclo vaccinale con Pfizer, Moderna o AstraZeneca entro il 3 agosto.

Per indisponibilità di alcuni dati, questi numeri potrebbero essere da un lato sottostimati (non è incluso il personale sanitario e gli ospiti di RSA under 60), dall’altro sovrastimati (sono incluse le persone guarite da meno di 6 mesi e i deceduti appartenenti alle categorie sopra menzionate). Considerato che ad oggi sono già state somministrate 3,91 milioni di dosi booster e 764 mila dosi aggiuntive, entro il 31 dicembre dovrebbero essere somministrate sino a 22,62 milioni di terze dosi, pari a una media di oltre 610 mila somministrazioni al giorno. Su questo fronte, in particolare, preoccupano i 2,1 milioni di over 80, i 4,4 milioni di 70-79enni, i 5,1 milioni di 60-69enni e i 6,2 milioni di 50-59enni che, visti i dati sull’efficacia vaccinale a 6 mesi e a fronte delle imminenti festività natalizie che implicheranno certamente un aumento dei contatti sociali in luoghi chiusi, risultano ancora scoperti dalla dose booster.

In conclusione, per contenere la quarta ondata nel nostro Paese, sul fronte vaccini è indiscutibile la necessità di raggiungere il maggior numero possibile di persone non ancora vaccinate, sia accelerare con la somministrazione delle terze dosi, in particolare negli over 60 e nei fragili. Senza entrare nel merito della “composizione” del pacchetto delle nuove misure, è bene tenere a mente le lezioni imparate in 20 mesi di pandemia. Innanzitutto, così come l’allentamento delle misure restrittive deve essere graduale, la loro re-introduzione deve essere tempestiva, per neutralizzare il vantaggio temporale, di almeno 15 giorni, di cui gode il virus. In secondo luogo, è opportuno che le misure entrino in vigore in tutte le Regioni perché le soglie di occupazione in area medica e in terapia intensiva per arrivare in zona arancione, o addirittura rossa, sono talmente elevate che rischiano di paralizzare l’assistenza ospedaliera per i malati non COVID e di aumentare la mortalità per quelli COVID.

 

 

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