Pandemia Coronavirus
e campagna vaccinale

Monitoraggio indipendente GIMBE

Monitoraggio settimanale epidemia Coronavirus in Italia

Monitoraggio settimanale dell'epidemia da COVID-19 in Italia a cura della Fondazione GIMBE: dati aggiornati al 15 giugno 2021 ore 18.00 (dati monitoraggio epidemia) e al 16 giugno 2021 ore 06.11 (dati vaccini).

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE conferma, nella settimana 9-15 giugno 2021, il trend in discesa dei nuovi casi, in diminuzione da 13 settimane consecutive.

Trend settimanale dei nuovi casi

Se, però, la costante riduzione del rapporto positivi/casi testati attesta una ridotta circolazione del virus, la progressiva diminuzione dell’attività di testing sottostima il numero dei nuovi casi e documenta la mancata ripresa del tracciamento dei contatti, fondamentale in questa fase della pandemia.

Nelle ultime 5 settimane, infatti, il numero di persone testate si è ridotto del 31,5%, scendendo da 3.247.816 a 2.223.782.

La media nazionale di persone testate si attesta su 132 al giorno per 100.000 abitanti, con rilevanti e ingiustificate differenze regionali.

Per quanto riguarda gli ospedali, continua la progressiva discesa delle curve dei pazienti ricoverati. In dettaglio, dal picco del 6 aprile i posti letto occupati in area medica sono scesi da 29.337 a 3.333 (-88,6%) e quelli in terapia intensiva da 3.743 a 504 (-86,5%). A seguito della rettifica della Regione Campania, poi, le persone in isolamento domiciliare dal picco del 28 marzo si sono ridotte da 540.855 a 102.069 (-81,1%).

Trend settimanale di casi attualmente positivi, casi in isolamento domiciliare, ricoveri con sintomi e terapie intensive

Da 9 settimane consecutive sono in costante calo anche i decessi, che nell’ultima settimana si attestano in media a 59 al giorno.

Trend settimanale dei decessi

In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • nuovi casi settimanali: da 15.288 a 11.440 (-25,2%);
  • casi attualmente positivi: da 181.726 a 105.906 (-41,7%);
  • persone in isolamento domiciliare: da 176.353 a 102.069 (-42,1%);
  • decessi: da 469 a 411 (-12,4%);
  • ricoveri in terapia intensiva: da 688 a 504 (-26,7%);
  • pazienti ricoverati con sintomi: da 4.685 a 3.333 (-28,9%).

Indicatori regionali settimana 9-15 giugno 2021

Come si interpreta la Tabella?

Gli indicatori presi in considerazione sono:

  • Casi attualmente positivi per 100.000 abitanti: rappresenta il totale delle persone in questo momento positive, sia ospedalizzate (nei reparti ordinari e nelle terapie intensive) che in isolamento domiciliare. Non si tratta di numeri assoluti ma il dato è rapportato a 100.000 abitanti; in questo modo tutte le Regioni possono essere confrontate fra loro, indipendentemente dalle loro dimensioni e dalla loro densità di popolazione.

  • Incremento % dei casi: indica l’incremento percentuale dei casi nell’ultima settimana.

  • Casi testati per 100.000 abitanti: rappresenta il totale dei casi testati. Anche in questo caso, il dato è rapportato a 100.000 abitanti.

  • Rapporto positivi/casi testati: indica, in termini percentuali, quanti soggetti giorno per giorno risultano positivi sul totale dei casi testati. Un aumento del rapporto positivi/casi testati denota un sovraccarico dei sistemi territoriali di tracciamento e conseguente difficoltà di isolamento dei focolai. Il colore rosso e il verde indicano rispettivamente una performance regionale in peggioramento o in miglioramento rispetto alla settimana precedente. Il giallo indica una performance regionale invariata rispetto alla settimana precedente.

Il colore rosso e il verde indicano rispettivamente una performance regionale in peggioramento o in miglioramento rispetto alla settimana precedente. Il giallo indica una performance regionale invariata rispetto alla settimana precedente.

In questi ultimi due casi, il colore rosso e il verde indicano il superamento, o meno, della soglia di saturazione del 40% per l’area medica e del 30% per le terapie intensive, individuate dal DM 30 aprile 2020 come soglia di allerta di sovraccarico dei servizi sanitari ospedalieri. Fonte dati: Agenas.

  • % posti letto in area medica occupati da pazienti COVID-19.
  • % posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti COVID-19.

Il calo dei nuovi casi settimanali si conferma in tutte le Regioni (l’incremento percentuale in Molise è irrilevante in valore assoluto). L’occupazione dei posti letto COVID a livello nazionale si attesta al 6% sia per l’area medica che per la terapia intensiva, con tutte le Regioni ampiamente sotto le soglie di allerta.

Gli ingressi giornalieri in terapia intensiva, dopo 10 settimane di discesa, si stabilizzano a un valore di media mobile a 7 giorni di 22 ingressi/die.

Ingressi giornalieri in terapia intensiva

Variante delta. Secondo l’ultima indagine di prevalenza delle varianti pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità il 18 maggio, la variante delta (più contagiosa di circa il 60% rispetto alla variante inglese) è all’1% con differenze regionali e un range che va dallo 0 al 3,4%: in particolare, la diffusione maggiore si registra in Lazio (3,4%), Sardegna (2,9%) e Lombardia (2,5%). Tuttavia nell’ultima settimana la variante delta è stata isolata in due focolai a Milano e Brindisi, segno di una sua maggiore diffusione sul territorio nazionale che si rileva anche dal database internazionale GISAID: rispetto ai sequenziamenti su campioni raccolti dal 19 maggio al 16 giugno, su 881 sequenze depositate 57 (6,5%) corrispondono alla variante delta. Rispetto all’efficacia dei vaccini, secondo i dati del Public Health England una singola dose di vaccino (Pfizer-BioNTech o AstraZeneca) ha un’efficacia solo del 33% nei confronti di questa variante, percentuale che dopo la seconda dose sale, rispettivamente, all’88% e al 60%. Inoltre, l’ultimo studio inglese (Public Health England) attesta che l’efficacia del ciclo completo nel prevenire le ospedalizzazioni è del 96% con il vaccino Pfizer-BioNTech e del 92% con quello AstraZeneca.

Vaccini

1. Forniture

Al 16 giugno (aggiornamento ore 6.11) risultano consegnate 46.069.554 dosi, pari al 60,4% di quelle previste per il 1° semestre 2021.

In dettaglio:

Dosi di vaccino consegnate per settimana

2. Somministrazioni

Al 16 giugno (aggiornamento ore 6.11), il 50,5% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino (n. 29.949.601) e il 24,4% ha completato il ciclo vaccinale (n. 14.467.292).

Percentuale di popolazione vaccinata

Nell’ultima settimana sono state raggiunte 3.892.072 milioni di somministrazioni.

Dosi di vaccino somministrate per settimana

La media mobile a 7 giorni delle somministrazioni ha raggiunto le 537.765 somministrazioni/die.

Dosi di vaccino giornaliere somministrate

Per quanto riguarda la copertura delle categorie prioritarie, l’85,2% degli over 60 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con alcune differenze regionali: se la Puglia ha superato il 90% la Sicilia è sotto il 75%.

In dettaglio:

Over 80

Degli oltre 4,4 milioni, 3.824.604 (85,4%) hanno completato il ciclo vaccinale e 349.498 (7,8%) hanno ricevuto solo la prima dose.

Fascia 70-79 anni

Degli oltre 5,9 milioni, 2.544.393 (42,7%) hanno completato il ciclo vaccinale e 2.605.613 (43,7%) hanno ricevuto solo la prima dose.

Fascia 60-69 anni

Degli oltre 7,3 milioni, 2.655.476 (35,7%) hanno completato il ciclo vaccinale e 3.247.643 (43,6%) hanno ricevuto solo la prima dose.

Coperture vaccinali per fascia d’età

Nella popolazione di età superiore ai 60 anni ben 2,66 milioni non hanno ancora ricevuto nemmeno la prima dose di vaccino e 6,2 milioni devono completare il ciclo vaccinale.

Vaccinazione “eterologa”

Riguardo al nuovo caos AstraZeneca, se nell’attuale contesto di bassa circolazione virale è totalmente condivisibile la decisione di limitare questo vaccino agli over 60, emergono alcune perplessità in merito all’obbligo di effettuare negli under 60 la seconda dose con vaccino a mRNA, già ribattezzata come “eterologa”. Infatti, negli under 60 che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca, la circolare 11 giugno 2021 del Ministero della Salute dispone che “il ciclo deve essere completato con una seconda dose di vaccino a mRNA (Comirnaty o Moderna)”.

  • Evidenze scientifiche: Nonostante i presupposti immunologici, biologici e alcuni precedenti storici sul mix vaccinale, le evidenze scientifiche sono ancora preliminari. In particolare i 4 studi citati dal parere del CTS arruolano poco più di 800 persone e misurano l’efficacia del mix solo sulla risposta immunitaria e la sicurezza solo sugli effetti collaterali frequenti e a breve termine. In altre parole, ad oggi non esistono prove di efficacia della vaccinazione “eterologa” su COVID-19 severa, ospedalizzazioni e decessi, né su eventuali effetti collaterali rari.
  • Aspetti regolatori. Alla data di pubblicazione della circolare del Ministero della Salute il mix vaccinale risultava essere off label, ovvero fuori dalle indicazioni autorizzate. La determina AIFA del 13 giugno 2021 ha “sanato” il problema, con riferimento alla legge 648/96 e disponendo che i vaccini a mRNA “possono essere somministrati come seconda dose per completare un ciclo vaccinale misto”. Ovvero, la formula possibilista usata dell’AIFA per consentire l’utilizzo della vaccinazione “eterologa” contrasta con quella perentoria prevista dalla circolare del Ministero della Salute.
  • Consenso informato e responsabilità professionale. Il riferimento alla L. 648/96 prevede il “consenso informato scritto del paziente dal quale risulti che lo stesso è consapevole della incompletezza dei dati relativi alla sicurezza ed efficacia del medicinale per l'indicazione terapeutica proposta”. Ovvero, la legge 648/96 impone al cittadino di accettare o meno l’informativa fornitagli (se non firma il consenso non può completare il ciclo vaccinale) e al medico la responsabilità della prescrizione, in presenza di un’alternativa il cui profilo di efficacia e sicurezza è stato ribadito dall’EMA.

In conclusione, se presupposti immunologici e biologici e dati preliminari lasciano supporre che la vaccinazione “eterologa” sia efficace e sicura, rimane l’incongruenza tra l’obbligo previsto dalla circolare del Ministero della Salute e la possibilità riportata dalla determina AIFA. Infatti, secondo la formula possibilista di AIFA per gli under 60 la seconda dose con Pfizer o Moderna è solo un’opzione che il paziente è libero di accettare o rifiutare, optando per la seconda dose con AstraZeneca. In ogni caso, è indispensabile adeguare il modulo di consenso informato a quanto previsto dalla L. 648/96 con adeguata informazione su benefici, rischi e incertezze delle opzioni per la seconda dose dopo AstraZeneca. Infine, per evitare che l’incongruenza tra le espressioni “dovere” e “potere” si traduca in una responsabilità esclusivamente a carico dei medici, con il rischio di disincentivare l’attività vaccinale, la Fondazione GIMBE chiede al Ministero della Salute e all’AIFA di esprimersi congiuntamente con una nota univoca e definitiva.